Discorso inaugurale del Vicepresidente Silvia TONINO

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Buongiorno a tutti,

Permettetemi innanzi tutto di dire che è un onore ed un orgoglio per me far parte della Camera Civile intitolata ad Elena Vassallo, collega preparata e di grande umanità che ho avuto il privilegio di conoscere personalmente. Non solo, è motivo di fierezza che la Camera Civile di Ivrea sia intitolata ad una collega: ormai i numeri ci dicono che l’Avvocatura italiana è sempre più “in rosa” ma sappiamo anche quanto ancora lontani siamo, soprattutto nell’ambito del lavoro, dalla parità di genere.

Stiamo, purtroppo, facendo i conti con una pandemia mondiale che ci ha colpito fortemente e ci ha catapultati improvvisamente in un mondo nuovo nel quale abbiamo dovuto fin da subito adeguarci al nuovo modo non solo di vivere, ma anche di lavorare.

Ci siamo scontrati con termini fino allo scorso anno semi-sconosciuti come lockdown, Ricovery Plan e Ricovery Found, ma siamo anche spettatori, e attori, di un cambiamento epocale nel quale il presente e il futuro saranno caratterizzati dall’uso delle tecnologie e della digitalizzazione, anche e soprattutto nell’ambito della giustizia, non solo italiana ma a livello europeo.

In questo scenario si sviluppa sicuramente la Riforma della Giustizia Civile per la quale granfe attenzione è stata data al tema della digitalizzazione oltre una serie di innovazioni dell’organizzazione dell’attività giudiziaria e l’agognata riduzione dei tempi della Giustizia con il rafforzamento degli istituti della mediazione e della negoziazione assistita.

Ma questo cambiamento epocale ci obbliga anche a guardare “oltre”, ad avere, soprattutto nell’ambito della giustizia (civile e penale) una visione europea.

Scorrendo le pronunce edite della Corte di Cassazione sino ai primi anni 2000, difficilmente si rinverrebbero, nell’apparato motivazionale, riferimenti alla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Oggi, invece, almeno 1 sentenza su 10, contiene uno o più riferimenti ai precedenti di questi organismi.

Del resto, tutti conosciamo l’art. 117 Cost. e sappiamo che il primo comma prevede che la potestà legislativa dello Stato e delle Regioni sia esercitata non solo nel rispetto della Costituzione, ma anche dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

In tal modo, le decisioni assunte dagli organi comunitari influenzano l‘ordinamento italiano con una forza pari a quella delle fonti costituzionali.

Ritenere che avvocati e magistrati possano continuare a concorrere all’amministrazione della giustizia senza una prospettiva allargata a quanto è avvenuto, sta avvenendo ed avverrà a Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo rappresenta un limite: espressione di una concezione miope, anacronistica e dannosa.

Un avvocato che difende il proprio cliente rinunciando al prezioso strumentario offerto dal contesto giuridico e giurisprudenziale in parola non solo non adempie al proprio mandato professionale in modo compiuto; ma neppure stimola il magistrato con cui si confronta ad allargare l’orizzonte delle proprie conoscenze.

Per tali ragioni la Camera civile di Ivrea rivolgerà particolare attenzione alla tematica in parola: organizzando eventi formativi finalizzati alla conoscenza ed alla concreta applicazione del diritto e della giurisprudenza dei richiamati organismi nella nostra quotidianità civile e penale.

Da ultimo, permettetemi di condividere con voi una nota di orgoglio, che deve suonare come uno stimolo a migliorare il nostro tribunale ed il nostro territorio.

Da una decina d’anni godiamo della opportunità che ci è stata offerta dallo sforzo collettivo di numerosi colleghi tra i quali voglio in particolare ricordare Mario Benni, Giancarlo Guarini, Guido Cellerino e Elena Vassallo: quello di lavorare in un Foro che, per ampiezza territoriale, è il secondo del Piemonte.

Questi numerosi colleghi sono stati guidati dall’idea che il conseguimento di tale opportunità sarebbe stata una occasione per il rilancio di Ivrea e del Canavese.

Tocca quindi a noi ora proiettarci verso il futuro in modo positivo e determinato per completarne il disegno immaginato: un grande tribunale, con grandi avvocati, grandi magistrati, in un grande territorio comprensivo di Ivrea, del Canavese, Valli di Lanzo, Ciriè e Chivasso.

E sono sicura che l’apporto della Camera civile unito a quello della magistratura e della politica, oggi così autorevolmente rappresentate, sarà determinante.

Termino, ringraziando, a mio nome e a nome della Camera Civile di Ivrea Elena Vassallo, tutti coloro che oggi hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, le Istituzioni e gli Onorevoli tutti presenti e tutti coloro, colleghi e Magistrati, che hanno partecipato dal vivo e da remoto all’inaugurazione.

Buon lavoro e arrivederci.

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